Utilizzare i microservizi per lo sviluppo di applicazioni può migliorarne la solidità ed accelerare i time-to-market

Lo sviluppo di applicazioni con un approccio a microservizi è sul punto di diventare uno dei trend principali del settore IT: secondo un sondaggio di Nginx, il 36% delle imprese intervistate sta già utilizzando i microservizi, mentre il 26% sta analizzando le modalità per farlo.

Cosa sono i microservizi?

I microservizi, variante dell’architettura orientata ai servizi (SOA), sono un modello architetturale in cui le applicazioni sono scomposte in servizi liberamente accoppiati. Con servizi circoscritti e protocolli leggeri, i microservizi offrono una maggiore modularità, rendendo le applicazioni più facili da sviluppare, testare, implementare e, soprattutto, modificare e manutenere.

In generale, ogni microservizio gestisce il proprio database, genera i propri log e gestisce l’autenticazione dell’utente.

Finisce l’era delle applicazioni monolitiche

La maggior parte delle aziende è ancora oggi gravata dal peso di applicazioni monolitiche, sviluppate fino a qualche anno fa, quando si tendeva ad utilizzare architetture multilivello centralizzate per creare intere applicazioni su una singola base di codice.

Questo modello client-service era una scelta eccellente, quando i sistemi desktop monopolizzavano l’IT, ma con l’aumento dei dispositivi mobile e del cloud, i dati devono essere sempre disponibili per una vasta gamma di dispositivi e l’architettura monolitica non assolve bene a questo compito. Ad esempio, quando viene apportata una modifica, l’intera applicazione deve essere aggiornata: pertanto, ogni volta in cui andiamo ad aggiungere una nuova feature o semplicemente ad adattarla ad un nuovo contesto, spianiamo la strada a nuovi bug.

Ma c’è di più: se tutti i servizi sono vincolati ad un’unica base di codice, non è possibile ridimensionare una singola funzione o servizio, ma è necessario procedere a ridimensionare l’intera infrastruttura, il che comporta costi notevolmente più elevati.

La manutenzione delle applicazioni diventa più facile ed economica

Con i microservizi, invece, il codice è suddiviso in servizi indipendenti che vengono eseguiti come processi separati: l’output di un servizio viene utilizzato come input per un altro, in un’integrazione di servizi di comunicazione indipendenti.

I microservizi sono particolarmente utili per le aziende che non hanno un’idea predefinita della gamma di dispositivi che le loro applicazioni dovranno supportare. Essendo indipendenti dal dispositivo e dalla piattaforma su cui operano, i microservizi consentono alle aziende di sviluppare applicazioni che forniscono esperienze utente coerenti su una vasta gamma di piattaforme: web, mobile, IoT, wearable e fitness tracker.

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7 vantaggi dei microservizi

1 – Maggiore resilienza

Con i microservizi, l’intera applicazione è decentrata e disaccoppiata in servizi che agiscono come entità separate. A differenza dell’architettura monolitica in cui un errore nel codice danneggia più di un servizio o funzione, l’impatto di un failure con i microservizi è minimo: il problema è circoscritto a piccole porzioni di codice, minimizzando gli impatti trasversali. Per questo, è possibile effettuare attività di manutenzione senza interruzioni o disservizi all’utente.

2 – Migliore scalabilità

La scalabilità è l’aspetto chiave dei microservizi. Poiché ogni servizio è un componente separato, è possibile ridimensionare una singola funzione o servizio senza dover ridimensionare l’intera applicazione. I servizi business-critical possono essere implementati su più server per aumentarne la disponibilità e le prestazioni.

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3 – Possibilità di utilizzare lo strumento giusto per la funzione giusta

Con i microservizi, è possibile guadagnare una maggiore indipendenza dai propri fornitori, scegliendo lo strumento giusto per ogni funzione. Ogni servizio può essere scritto nel suo linguaggio di programmazione, può utilizzare la sua struttura e i suoi servizi ausiliari, pur essendo in grado di comunicare con gli altri servizi dell’applicazione. 

4 – Maggiore rapidità del time-to-market

Poiché i microservizi funzionano con servizi liberamente accoppiati, non è necessario riscrivere l’intera base di codice per aggiungere o modificare una funzionalità, bensì è sufficiente apportare modifiche al singolo servizio. Sviluppando applicazioni con evolutive più piccole, che sono testabili e implementabili in modo indipendente, è possibile rendere più rapida la commercializzazione di applicazioni e servizi.

5 – Debugging e manutenzioni più facili

I microservizi semplificano inoltre il debug e il test delle applicazioni. Con moduli più piccoli sottoposti ad un processo di delivery e test continui, è possibile incrementare notevolmente la capacità di fornire applicazioni prive di errori.

6 – Miglioramento del ROI con TCO ridotto

I microservizi consentono inoltre di ottimizzare le risorse, ridurre le tempistiche di sviluppo e produrre codice maggiormente riutilizzabile: ad esempio, con i microservizi, più team possono lavorare contemporaneamente su servizi indipendenti, sviluppando più velocemente nuove funzionalità e rendendo più semplice il turnover degli sviluppatori. Disaccoppiando i servizi, sarà inoltre possibile ridurre i costi per le macchine impiegate (saranno sufficienti le basiche x86).

7 – Continuous delivery

A differenza delle applicazioni monolitiche, in cui i team dedicati lavorano su funzioni discrete come UI, database, logica lato server e layers, i microservizi utilizzano team interfunzionali per gestire l’intero ciclo di vita di un’applicazione, secondo il modello della continuous delivery. Quando gli sviluppatori, le operazioni e i gruppi di test lavorano simultaneamente su un singolo servizio, il testing e il debug diventano semplici e immediati. Grazie a questo approccio di sviluppo incrementale, il codice viene continuamente sviluppato, testato e distribuito ed è possibile utilizzare il codice delle librerie esistenti invece di reinventare ogni volta la ruota.

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